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Contratto Stage

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Contratto di Stage


Secondo la legislazione italiana, lo stage non è in alcun modo considerabile come un rapporto di lavoro subordinato. Allo stagista, quindi, non si applica nessun contratto nazionale, sia per la parte normativa (malattia, ferie, maternità, ecc.) che retributiva (salario minimo mensile). In quanto tale, diversamente dai contratti a progetto, non prevede la conversione del contratto a tempo indeterminato, qualora il giudice del lavoro accerti l'esistenza di un rapporto di lavoro dipendente irregolare. Lo stagista non ha diritto a una retribuzione, contributi previdenziali, ferie retribuite, maternità, congedi, indennità di malattia, scatti di anzianità, non è previsto nessun preavviso (o indennità di mancato preavviso) in caso di licenziamento o dimissioni. Ognuna delle parti può interrompere il rapporto di lavoro senza preavviso o onere alcuno. Non si applica quindi la tutela obbligatoria. Il periodo di stage non figura nemmeno ai fini dei contributi previdenziali figurativi (anni per la pensione, senza reale versamento di denaro all' INPS), non è calcolato ai fini dell'anzianità lavorativa (uno scatto di anzianità ogni due anni) in caso di successiva assunzione con un differente tipo di contratto, né nei 36 mesi massimi di lavoro a tempo determinato che un'azienda può offrire a un dipendente (con tutte le tipologie di contratti a termine). L'eventuale pagamento della prestazione lavorativa avviene a titolo di rimborso spese (rimborso forfettario, che quindi non necessita di giustificativi della spese da dichiarare al fisco). Il rimborso spese non ha natura retributiva, tuttavia viene tassato come reddito assimilato a lavoro dipendente ove non sussistano le esenzioni previste dal TU 917/86 (per esempio per i rimborsi spese a seguito di trasferte nel comune e fuori dal comune. A tal proposito si veda la risoluzione dell'Agenzia delle Entrate qui di seguito riportata Le somme percepite dai tirocinanti per i rapporti intrattenuti con i soggetti ospitanti sono fiscalmente qualificabili come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. In particolare, si ritiene che tali somme rientrino nell'ipotesi prevista dall'art. 50, comma 1, lett. c) del D.P.R. n. 917/1986 che assimila ai redditi di lavoro dipendente le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante ( Ag. Entr. ris. 21 marzo 2002, n. 95/E).




Durata massima


In base alla legge n.196 del 1997, la durata massima è così determinata:


  • per gli studenti che frequentano la scuola secondaria: massimo 4 mesi;


  • per i lavoratori inoccupati o disoccupati iscritti nelle liste di mobilità, per gli allievi degli Istituti professionali di Stato, per gli studenti che frequentano attività formative post diploma o post laurea: massimo 6 mesi;


  • per gli studenti universitari o laureati da non più di diciotto mesi, per gli studenti che frequentano dottorati di ricerca o scuole di specializzazione anche nei diciotto mesi successivi il termine degli studi, per le persone svantaggiate: massimo 12 mesi;


  • per i diversamente abili: massimo 24 mesi.


Non esiste un limite di età, o un numero massimo di mesi di stage che una persona possa svolgere in tutta la sua vita lavorativa.


Numero massimo di stagisti per azienda


Il decreto ministeriale n. 142 del 1998 regolamenta la materia dei “tirocini formativi e di orientamento”, definisce il numero massimo di stagisti che ogni azienda può ospitare in base al numero di dipendenti assunti a tempo indeterminato (esclusi quelli a tempo determinato, i cocopro, i collaboratori etc):

  • fino a 5 dipendenti a tempo indeterminato possono ospitare un solo tirocinante;


  • fra i 6 e 19 dipendenti, possono ospitare fino a due tirocinanti contemporaneamente;


  • oltre i 19 dipendenti, gli stagisti non possono essere contemporaneamente più del 10% degli assunti.


Fonti normative


Lo stage è regolamentato dalla legge 196/1997, decreto ministeriale n. 142 del 1998, D.lgs. 53/2003 e legge 269/2003.

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